Birra Artigianale Baladin

Matterino “Teo” Musso, fondatore della birra artigianale Baladin, nasce a Carrù il 05 marzo 1964.

Uomo dalla personalità poliedrica e dalle grandi doti comunicative, è considerato uno dei rappresentanti più significativi di un nuovo modo di intendere la birra, rigorosamente artigianale e preferibilmente da abbinare il cibo.

Ultimo di quattro figli, cresce a Piozzo, un piccolo paese nelle Langhe da cui non scappa più.

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IL PENSIERO BALADIN

Il pensiero che guida le attività di ricerca e sviluppo del birrificio agricolo Baladin sono da ricercarsi in un messaggio chiaro e conciso lanciato da subito, nel 1996, dal suo fondatore e mastro birraio Teo Musso: “gusto in evoluzione”.
E’ proprio questa tendenza a voler evolvere a 360 gradi il prodotto, le tecniche produttive, il pensiero, la comunicazione che hanno guidato e guidano la visione di Baladin e che lo rendono un esempio a cui in tanti si ispirano.
Il prodotto: le birre artigianali Baladin, fin dall’inizio della loro presentazione sul mercato, si sono presentate come un prodotto unico, spesso in controtendenza con il mercato classico del segmento birra. Sono infatti state create con il chiaro intento di essere proposte in abbinamento al cibo.

Da qui la ricerca attenta e quasi maniacale dell’equilibrio dei sapori e dei profumi, utilizzando ingredienti italiani ma non solo, per non dare limite alle possibilità di esplorazione di nuovi aromi e gusti.

Una ricerca di equilibrio con la chiara volontà di creare un prodotto unico, riconoscibile ma che anche se ricco di personalità, non coprisse i sapori del cibo con cui veniva abbinato. Anzi, proprio attraverso l’abbinamento, ne esaltasse le caratteristiche.
Il packaging: l’idea, l’ambizione di Teo Musso e di Baladin era ed è di diffondere la conoscenza, la cultura del mondo brassicolo italiano, ovviamente, quello artigianale. Per far questo occorreva che il prodotto fosse disponibile sul mercato e non solamente distribuito a carattere locale. birra artigianale baladin

Di qui un’importante scelta di packaging: la distribuzione in bottiglia e non in fusto. Ma perché parlare di scelta innovativa? Per alcune ragioni: innanzi tutto, il fusto non identificava il prodotto come invece poteva farlo un’etichetta posta su di una bottiglia ma non solo; la bottiglia Baladin doveva essere servita allo stesso tavolo in cui si vendeva il vino e con pari dignità. Ecco quindi una grande scelta lungimirante, innovativa: la volontà di creare una bottiglia unica, identificativa del birrificio a cui abbinare un’etichetta dalla forma identificativa e in cui spiccasse principalmente il nome della birra stessa addirittura utilizzando un lettering creato appositamente.

Sembrerebbe una scelta di marketing attenta ma se rapportata all’inizio del movimento della birra artigianale in Italia ed inserita in un contesto di mercato acerbo, praticamente agli esordi, si dimostra una scelta innovativa molto significativa.
La sostenibilità: nessun progetto, seppur virtuoso e lungimirante può sopravvivere a lungo senza il focus sulla sua sostenibilità. Essere visionari sì ma concreti.

La birra artigianale Baladin ha creato una serie di presupposti e condizioni che hanno permesso al brand e al prodotto di svilupparsi e divenire una realtà concreta sul mercato. Innovativo è stato l’approccio alla distribuzione con la creazione di un’azienda specifica per la distribuzione del prodotto sul territorio italiano e per la gestione dei rapporti con l’estero.

Scelta coraggiosa e innovativa, non la strada più facile (sarebbe stato più rapido e meno rischioso affidarsi ad un distributore terzo) ma che ha creato i presupposti per l’azienda di conoscere in prima persona il mercato. Innovativi sono stati gli sforzi di voler creare le basi per lo sviluppo di una filiera corta che prevedeva l’impegno diretto nella produzione della materia prima e da cui è nato il primo prodotto 100% fatto con materie prime italiane (la birra Nazionale) che tra gli altri ingredienti utilizza luppolo italiano proveniente da una coltura sperimentale riconducibile a Baladin.

Innovativo sarà il divenire un birrificio (forse il primo) totalmente autonomo. Dalla produzione della materia prima, passando per la sua trasformazione, alla produzione, l’ottimizzazione delle risorse energetiche fino alla sua distribuzione.

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